mosaico vincenzo greco

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mosaico vincenzo greco

Messaggiodi vincenzogreco il 27 feb 2009, 19:53

MOSAICI E VETRATE D'ARTE
di
Vincenzo Greco

La nostra Azienda opera nel settore artistico dal 1990 , da sempre proiettata alla sperimentazione e allo studio di nuove tecniche e forme creative, ha rivolto la sua attenzione verso nuove frontiere del linguaggio artistico d’avanguardia senza trascurare le tecniche classiche:

TIFFANY
GRISAGLIE
LEGATURA A PIOMBO
DALLES
INCISIONI
SABBIATURE
MOSAICO
OPUS TASSELLATUM


Partendo dal concetto che il nostro lavoro si sviluppa su studi cromatici ed estetici approfonditi , ci proponiamo di raggiungere l’ambizioso obbiettivo di rendere ogni progetto un'opera d'arte unica e di sensibilizzare i visitatori verso questo tipo di arte.
Riusciamo a riprodurre qualsiasi tipo di bozzetto con qualsiasi tecnica,

forniamo preventivi gratuiti on line .

Siamo a vostra completa disposizione !!!
Il mosaico è una composizione pittorica ottenuta mediante l'utilizzo di frammenti di materiali (tessere) di diversa natura e colore (pietre,marmo o vetro), che può essere decorata con oro e pietre preziose.
Si possono adottare molti tipi di materiali, che permettono effetti diversi ed hanno ciascuno i propri vantaggi.
I supporti
Il supporto più diffuso è il calcestruzzo (sabbia e cemento) dato la sua adattabilità a vari contesti. Si pone sulla parete una rete, quindi uno strato di calcestruzzo almeno di 13 mm di spessore, così da proteggere il mosaico dalla fessurazione.
Le colle
La più utilizzata è certamente la malta: applicabile su tutte le superfici.
Si utilizzano anche adesivi a base di cemento, che sono concepiti in funzione del supporto, con vari tempi di presa. L'impiego dei due tipi di colla bianca (normale e solubile in acqua) è anche frequente.
Messa in opera del mosaico
Esistono due metodi diversi:
il metodo diretto: è il più semplice e il più rapido. Dopo avere effettuato un disegno a carboncino sul supporto, si applica uno strato poco spesso di adesivo sulle zone da lavorare. Si dispongono inizialmente le tessere più grandi, quindi si inseriscono le più piccole; questa disposizione è realizzata dell'esterno verso l'interno. In seguito si applica uno strato di cemento (per le giunzioni tra le tessere) che si asporta dopo essiccazione.
il metodo indiretto: si attaccano le tessere alla rovescia su un supporto provvisorio, per ottenere una superficie piana. Quindi si incolla il tutto sul supporto definitivo, e si toglie il fondo provvisorio. Il supporto provvisorio è la carta Kraft. Questo tipo di carta è sensibile all'adesivo solubile in acqua e si deforma. Le tessere incollate sulle convessità si troveranno nelle concavità una volta che si sarà attaccato l'insieme sul supporto definitivo.
Vetri e smalti
Hanno grande fascino, per le sorprendenti e meravigliose suggestioni di luce che producono. Vengono prodotti per la mancanza di colori particolari in natura, oppure per creare superfici brillanti e resistenti all'acqua. Possono essere utilizzati per mosaici prevalentemente parietali, data la scarsa resistenza all'usura che li rende fortemente deperibili se sottoposti a calpestio. L'unica eccezione è costituita dalle tessere a foglia metallica che possono essere impiegate anche nella pavimentazione.
Si distinguono diverse tipologie di tessere a matrice vetrosa:
tessere in vetro omogeneo: tessere di colore omogeneo intenso nero, blu, viola, marrone e verde che impedisce la trasparenza e quindi la visione della malta di allettamento sottostante.
tessere in pasta vitrea: tessere di vetro colorato nel quale sono disperse fasi (parti omogenee di un sistema che risultano delimitate da una superficie di separazione fisicamente definita, come ad esempio olio più acqua) cristalline o gassose per ridurne la trasparenza e modificarne la tonalità di colore. Possono essere semitrasparenti o opache; si producono in 4 o 5 toni di colore; le più intensamente colorate sono costituite da vetro trasparente, perché la colorazione impedisce di vedere la malta di fondo, mentre le gradazioni più chiare sono ottenute con la dispersione di un minerale cristallino bianco che aumenta l'opacità, con minor quantità di colorante.
tessere opache: tessere in pasta vitrea nelle quali l'abbondanza di fasi cristalline rende completamente opaco il vetro.
smalti: tessere traslucide e opache più brillanti e luminose in cui l'effetto di lucentezza è dovuto all'ossido di piombo: per questo sono detti anche vetri al piombo. Sono costituiti da una massa vetrosa portante in sospensione una dispersione colloidale di ossidi di vari metalli con funzione colorante, opacizzante e ossidante
Tecniche di esecuzione
Mosaici parietali
Sul muro grezzo si stende l'arriccio, poi uno strato di malta fine, costituita da marmo, calce e pozzolana. A San Marco si faceva uso di chiodi, anche 37 al m2, per sostenere il mosaico: col tempo si è capito che non servono e inoltre ostacolano i restauri. Nel XII e XIV secolo, a Firenze, si usano calce, polvere di marmo, tufo e gomme. Il Vasari tramanda una ricetta composta da calce, travertino, cocciopesto e albume: la calce aggiunta all' albume costituisce un cemento durissimo.
Metodo diretto
È il metodo migliore: viene eseguito in situ, nelle condizioni di luce nelle quali l'opera verrà vista, importante soprattutto per l'effetto dell'oro. È possibile anche la prefabbricazione su pannelli in cemento armato spessi 2 cm, rinforzati da rete metallica; il mosaico viene eseguito in laboratorio e montato con grappe di ottone.
Metodo indiretto
Il mosaico viene preparato in laboratorio, con le tessere capovolte incollate con la colla su carta o tela: è adatto per superfici piane, come pavimenti e rivestimenti di piscine, poiché le tessere risulteranno sullo stesso livello e avranno la stessa angolazione. Se il mosaico sarà di grandi dimensioni, la superficie verrà scomposta in parti più piccole e maneggevoli, con il perimetro che segue la decorazione o comunque con contorni frastagliati per mimetizzare meglio i giunti. Il mosaico o le sue sezioni vengono collocate sullo strato di malta o legante ancora fresco e poi battuto con un apposito strumento chiamato "batti", fino a che il legante non sia penetrato attraverso tutti gli interstizi fra le tessere. A questo punto si può asportare la carta e portare così alla luce il mosaico finito.
vincenzogreco
 
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